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mercoledì 3 aprile 2013

Notizia Storica: Coltivare Cannabis Per Uso Personale, In Italia è Legale.

 Fonte: EXCITE MAGAZINE                                                                                                               

Marijuana, coltivazione legale in Italia. Sentenza storica: "Ad uso personale non è reato". 
Una sentenza storica che genera un precedente nella giurisprudenza in tema di stupefacenti: il tribunale di Ferrara ha assolto due giovani processati per aver coltivato in casa marijuana a uso personale. Una fatispecie che, secondo il giudice Franco Attinà, non è prevista dalla legge come reato. Gli imputati erano stati arrestati e subito rilasciati dai carabinieri dopo una perquisizione: erano stati trovati in possesso di quattro piante di cannabis e otto grammi di stupefacente. I due ragazzi di Ferrara hanno affrontato un processo con rito abbreviato con l'accusa di detenzione di stupefacente, ma non finalizzata alla cessione a terzi. Per dimostrare l'assenza di reato nella coltivazione della cannabis per uso personale, l’avvocato difensore Carlo Alberto Zaina ha sollevato una questione di legittimità per l’art. 73 della legge Fini-Giovanardi, la contestata normativa vigente in materia di stupefacenti, in merito alla liceità della coltivazione di stupefacenti. Secondo l'avvocato, l'articolo in questione è da ritenersi anticsotituzionale in quanto non distingue tra "droghe pesanti e droghe leggere" ed "equipara inopinatamente derivati della cannabis, oppiacei e cocaina". Sostanze che non sono paragonabili tra loro, come stabilito da una normativa del Consiglio d’Europa.
Inoltre, il difensore dei due ragazzi ha sottoposto al giudice di Ferrara la decisione del Consiglio d'Europa numero 757/gai del 2004, considerata il punto di riferimento in materia di stupefacenti a livello internazionale. Nel testo si stabilisce che le condotte relative al mero uso personale di droghe sono da considerarsi lecite, compresa dunque la coltivazione: "sono punite tutte le condotte concernenti gli stupefacenti, salvo quelle che vedono un uso esclusivamente personale, laddove lo Stato ne ammetta l’uso personale, come l’Italia. Tra queste condotte c’è la coltivazione della cannabis - ha spiegato Zaina - E in questo caso è provato l’uso personale e gli 8 grammi ritrovati in casa degli imputati derivano da questa produzione fai da te".

Dunque la normativa italiana, che consente l'uso personale e non proibisce l'acquisto di sostanze per tale scopo, non può proibirne la coltivazione se finalizzata appunto al solo utilizzo privato. Anche perchè, ha evidenziato il legale, il fatto di coltivare da sè la cannabis avrebbe perfino un "risvolto civico" nella finalità di "evitare l’uso e il commercio di stupefacenti", perchè così facendo si "evita di alimentare le mafie. Quindi se la coltivazione è a uso personale non vedo perché punirla".

Una tesi che ha convinto il giudice di Ferrara Franco Attinà, che invece di rimandare la questione di fronte alla Corte Costituzionale sospendendo il giudizio di legittimità, ha direttamente assolto i due imputati perché il fatto non è previsto dalla legge come reato. Una sentenza destinata a riaprire il dibattito sulle droghe leggere, e  fare scuola nella giurisprudenza. 
                                             

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